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Lo spazio di FRANCOVOGLIA DI CONDIVIDERE LE MIE PASSIONI
24 agosto Grazzano Visconti : Agosto 2009All’interno dei confini del Comune di Vigolzone, siamo nella provincia di Piacenza, sorge Grazzano Visconti, che è un piccolo borgo medievale costruito (forse meglio dire ricostruito) agli inizi del 1900 da Giuseppe Visconti. E’ costituito da un castello con imponenti torri che molto richiamano quelle della fortezza Viscontea di Milano, ma sono anche altri i richiami che in questo castello vengono fatti alla più famosa fortezza milanese e che si possono notare durante la visita . Attorno al Castello è sorto un parco molto bello e curato, ma fate attenzione perche non sono sempre visitabili, quindi si consiglia di richiedere informazioni all’ufficio informazioni anche attraverso il loro sito dedicato appunto a questo splendido luogo. Appena fuori le mura del castello è sorto poi tutto un villaggio medievale, che oggi ospita all’interno dei suoi edifici, oltre agli immancabili bar e osterie che propongono gustosi prodotti locali, anche sapienti artigiani come quello del ferro battuto, di dipinti, ed altro ancora. Da non dimenticare che anche ai nostri giorni queste case sono tutt'ora abitate in fatti Grazzano costituisce una frazione del Comune sopra indicato. Il borgo è piccolo e visitarlo non richiede molto tempo, ma farlo di corsa non consentirebbe di respirarne l’aria, mentre ascoltare i racconti della guida che ci ha accompagnato nella visita del parco ci ha aiutato a comprendere le origini, la storia, lo sviluppo . Spero che le fotografie che potete vedere all’interno dei miei album vi possano aiutare un po’ in tutto questo. 14 agosto Città di ESTE (Padova) : 09 Agosto 2009Era una classica domenica d’estate, fuori un bel sole, mentre in casa un po’ di aria “fabbricata” come la chiamavano gli indigeni in uno dei miei ultimi viaggi. Oggi però di stare in casa proprio non ho voglia, il morale non è dei migliori causa qualche acciacco quindi vediamo di far qualcosa. La decisione maturata piuttosto in fretta con Lina è di tornare a rivedere un bel paesino sui Colli Euganei: Arquà Petrarca di cui ho già pubbicato foto in passato (2006), ma lungo la strada il programma cambia e la nuova tappa ci lascia molto soddisfatti come spesso accade quando un piacevole intermezzo si intromette nei programmi. Facciamo prima una tappa a Este, che conoscevamo di nome ma in concreto nulla sapevamo di questo paese del padovano. Ci imbattiamo subito nelle poderose mura che con dodici “Torresini” (così le chiamano gli esperti) costituiscono il Castello Carrarese al cui interno trova posto un teatro all’aperto, dei giardini, un parco, ed anche un museo. Dopo un primo giro di presa contatto con il centro paese fatto rapidamente in auto, decidiamo nonostante il sole ed il caldo di parcheggiare e fare giusto una breve passeggiata all’interno delle mura. Il caldo si faceva sentire, ma camminare fra i vialetti dei giardini, ammirando la maestosità di questa muraglia con le sue numerose torri, salire poi attraverso i vialetti e protetti dagli alberi del parco siamo saliti sul piccolo colle dove è situato il Mastio, la torre centrale e più alta di tutto il castello, gustando il piacevole panorama. Ridiscendendo piano piano, siamo passati davanti ad una fontana che purtroppo era spenta, quindi non abbiamo ammirato nessun gioco d’acqua, poi attraversando i giardini ci siamo fermati nel bar che interno al castello offre la possibilità di restare in una zona davvero tranquilla e rilassata e di godere di un po’ di relax e frescura. Uscendo siamo andati nella piazza centrale detta anche Piazza Maggiore, sulla quale si affacciano alcuni importanti edifici d’epoca, e la vecchia Torre Civica detta anche dell’Orologio di fine XVII secolo . Ci siamo poi soffermati davanti alla Chiesa di San Martino, che scopriamo essere la più antica del paese, la fanno risalire al trecento anche ristrutturata nel seicento. Il particolare di questa chiesa è la sua torre campanaria, perché è proprio pendente, come una più famose torre toscana. E’ un bel paese, non lontano da noi che merita sicuramente una visita. 05 agosto Teatro nei cortili: La Barcaccia in "I DUE GEMELLI VENEZIANI"Dopo diversi anni di rappresentazioni teatrali all’interno del Cortile Montanari, la compagnia La Barcaccia, si trasferisce in un nuovo spazio ricavato all’interno dell’ex Arsenale, struttura che meriterebbe davvero una sorte migliore, una ristrutturazione e riqualificazione perché ha le potenzialità per ospitare davvero tanti eventi e manifestazioni e potrebbe tranquillamente essere sede di diverse attività promozionali per la città. Peccato davvero che nessuno riesca a disporne in tal senso l’utilizzo, ma aimè non è la sola struttura che versa in condizioni di abbandono, comunque non voglio occuparmi di questo se non solo per evidenziare la positiva novità di un tentativo di rivalutarne la funzionalità . “I due gemelli veneziani” è il titolo della nuova divertente commedia che gli ormai collaudati attori della compagnia La Barcaccia, hanno messo in scena. Un primo scanzonato commento: mi è piaciuta molto di più di quanto visto lo scorso anno. Come in ogni rappresentazione, dopo un primo ma breve momento di avvio, durante il quale lo spettatore cerca di capire, focalizzare i compiti e i ruoli dei personaggi messi in scena, cominciano subito alcune scene che strappano il sorriso, l’applauso. Non mi ricordo sia usanza dalle precedenti commedie, ma in questa è capitato alcune volte che rappresentazione fosse intervallata da una (passatemi il termine) battuta fuori campo, cioè estranea al contesto ma caratterizzante proprio il momento rappresentato, che definirei molto riuscite, azzeccate. Non credo serva parlare del regista ed interprete : Roberto Puliero, personaggio poliedrico per quante cose riesce a fare, per quanti personaggi diversi fra loro riesce a interpretare, ma comunque tutti personaggi leggeri, ironici, spiritosi, in sostanza comici. In questa commedia Puliero ricopre il ruolo dei gemelli, e risulta veramente divertente in questo ruolo, in particolare in alcuni passaggi. Zanetto è il gemello imbranato, svagato, Tonino quello decisamente più scaltro e borghese, sottotono a mio avviso la comicità altre volte trascinante di Davide Valieri nella parte di Balanzone, padre della promessa sposa Colombina (Giulia Vespertini), trascinante invece è risultata la figura di Pancrazio al secolo Giuseppe Vit, che ha rappresentato con forza anche fisica la maschera di un saccente che elargisce consigli al solo fine di ottenere i favori di Colombina, poi abbiamo Lelio, la caricatura di un pseudo nobile e rozzo romano interpretato dal giovane Nicolò Franceschini che insidia la bella e melodrammatica Beatrice (Laura Benassù) che è invece innamorata del gemello Tonino e che viene difesa dal nobile ed incompreso innamorato Florindo (Michele Matrella). Da segnalare anche il ritorno alle scene nel ruolo di Arlecchino, servitore dell’imbranato Zanetto di Francesco Puliero. Divertimento garantito. 25 luglio Teatro nei Cortili : estate 2009: Un cretino per l’onorevole
La rassegna teatrale nei cortili del nostro capoluogo è ormai da anni un appuntamento che propone una varietà di spettacoli per ogni gusto, e spesso regala sensazioni e serate veramente piacevoli. Dopo la piacevole sorpresa della passata stagione, quest’anno ero proprio curioso di rivedere in azione la compagnia teatrale “Gli Insoliti Noti”, premettendo subito come sempre che sono bel lontano dall’essere un critico teatrale, ma bensì uno spettatore che vive le proprie emozioni e quelle che altri riescono a suscitare in lui. E’ stata una bella serata, rilassante ma non troppo. Semplice e funzionale la scenografia, che incastonata all’interno di uno dei chiostri fra i più famosi di Verona, appunto quello di Sant’Eufemia che invece ogni anno mi sembra sempre più in una situazione di degrado ed abbandono. Ma tornando alla commedia brillante di Donato De Silvestri, che permette di trascorrere un paio di ore in assoluto relax, godendo della comicità di un personaggio su tutti, appunto il cretino, che con assoluta spontaneità riesce a coinvolgerci nelle fasi della commedia. Viene definita dagli addetti ai lavori “una elegante satira alla classa politica …” ma il finale lascia un pizzico di amaro in bocca nello spettatore, che seppur divertito è spronato se lo vuole ad una riflessione ed autocritica: quante volte abbiamo additato alla classe politica ed ai suoi privilegi, auto blu, aerei di stato, potere e corruzione …… ma se è pur vero che il pesce puzza sempre dalla testa è anche altrettanto vero che non è poi così giusto criticare sempre e comunque quando poi noi stessi abbiamo un atteggiamento tutto sommato assimilabile al loro, solo con delle possibilità diverse dettate dalle nostre condizioni ed ecco quindi che il semplice cittadino sempre critico contro il potere e la corruzione ed i privilegi dei politici alla prima occasione cerca se può di evadere un po’ di tasse, di non pagare multe o di aggirare le lungaggini burocratiche con le solite opportunistiche conoscenze. Lo svilupparsi della commedia divisa in due atti, si sviluppa tutta intorno ai due personaggi principali, L’Onorevole impersonato da Mirko Zamperini ed il Cretino il cui ruolo viene magistralmente ricoperto dal Donato De Silvestri che insieme riescono veramente a coinvolgere il pubblico presente , la Segretaria Valentina Rose ha un ruolo delicato di persona suo malgrado confidente degli abusi del proprio capo (l’Onorevole), gli altri personaggi minori sono l’ex Ballerina, la moglie dell’Onorevole, la donna delle pulizie, il Giudice ed il Terrorista. Bravi davvero, tornerò sicuramente a vederli in altre rappresentazioni. Eden Village, Samos, Grecia dal 12 al 19 Luglio 2009Alzarsi alle tre del mattino per essere in aeroporto al banco gruppi per le quattro per di più di domenica non è esattamente il mio sogno di vacanza, ma ci sospinge il pensiero che alle 10 del mattino potremmo già essere sulla spiaggia dell’Eden Village di Samos in Grecia. Il volo è tra i primi del Valerio Catullo di Villafranca di Verona, quindi l’aeromobile è già in pista dalla sera prima e salvo clamorosi imprevisti non ci dovrebbero essere ritardi in partenza, infatti tutto è filato via liscio; compagnia aerea Mystral, (mai come da catalogo) che scopriamo a bordo appartenere al Gruppo Poste Italiane, (è proprio vero, adesso le poste fanno di tutto tranne che consegnare la posta). L’aeromobile non è assolutamente nuovo, ma per le due orette di volo che ci sono volute all’andata non si potevano chiedere schermi o chi sa cos’altro. Si arriva a Samos, si sbrigano velocemente gli adempimenti aeroportuali e subito fuori le assistenti Eden ad accoglierci ed indirizzarci ai rispettivi pulman. Il 90% dei neo-arrivati erano tutti destinati all’Eden Village. Complimenti all’assistenza, erano residenti c/o il villaggio e assolutamente sempre presenti anche in caso di piccoli ma non trascurabili incidenti di percorso, non ultimo quello a noi accaduto in occasione del rientro. Non parlo mai dell’assistenza, che talvolta è molto lontana dai clienti, questa volta mi piace ribadire la loro costante presenza. Capitolo Eden Village: per i nostri gusti posizione molto buona, fuori dal caos dei paesini, non lontano dai centri per chi volesse invece raggiungerli la sera, fuori dal villaggio il nulla. Le stanze: precisiamo che la struttura è sostanzialmente divisa in due, la zona centrale con reception, ristorante per colazione e cena, piscina grande e piccola (belle), bar piscina per gli snack e le bevande all-inclusive, ed il grosso delle stanze, tutte abbastanza grandi con un arredamento estremamente semplice ma sufficiente, tutte dotate di aria condizionata e balconcino, credo tutte con una possibilità di vista sul mare. Per chi ha problemi con le scale come me, ce ne sono anche di raggiungibili senza scale che la reception con opportuna segnalazione ha cortesemente riservate. L’altra parte del villaggio è situato dall’altra parte della strada costiera che per fortuna non è molto trafficata; da quella parte ci sono alcune stanze direttamente in spiaggia, poste a lato di quella che viene chiamata Taverna, che altro non è che la zona ristorante per il mezzogiorno e dove durante il giorno è aperta per poter prendere delle bevande dissetanti. La sola cosa che mi vien da criticare e che spesso accade nelle strutture di mare all’estero, è appunto la zona ristorazione che è sottodimensionata per la struttura, nel senso che tutti insieme non è proprio possibile starci in sala da pranzo, quindi confidando sul fatto che qualcuno va a mangiare abbastanza presto, noi ci andavamo invece sempre verso gli ultimi 40 minuti, altrimenti ci si doveva mettere in fila ed aspettare che si liberasse un tavolo, questa è una cosa che non mi piace, ma occorre anche precisare subito che fino alla chiusura della sala ristorante, il buffet era lo stesso per tutti dall’inizio alla fine, nessuno rimaneva senza qualcosa e per completare l’informazione, l’immancabile pasta per noi italiani e tante altre cose locali e non comunque sempre di buon gusto questo anche a parere di altri ospiti con i quali poi si scambiano opinioni. Escursioni: non ne ho fatta nessuna, la sola che ci sarebbe interessata era quella verso Efeso in Turchia, ma la mezz’ora di pulman per Samos, le poco più di due ore di Traghetto per la Turchia e un’altra mezz’ora circa per raggiungere il sito archeologico per una visita di un’ora e mezza ci ha fatto desistere . Ci siamo noleggiati un’auto per tre giorni ed abbiamo girato un pochino l’isola visitando altre spiagge e gli altri paesini. A questo proposito sono molto deluso da Eden, mi riesce difficile capire perché un Tour Operator stringa accordi commerciali con un partner (in questo caso parlo di autonoleggio) che ai propri clienti pratica prezzi molto più alti rispetto a quanto è possibile trovare fuori; esempio: stessa tipo di automobile, stesso numero di giorni (tre per la precisione), stesso servizio consegna e ritiro in hotel, differenza di oltre 30 €uro , non riesco a digerirlo, non faccio i nomi ma chi desidera dettagli e recapiti mi scriva. La quasi totalità delle spiagge dell’isola sono di ciottoli, compresa quella davanti all’Eden Village, molto utili le scarpette per entrare in acqua. Il mare, bello, limpido, trasparente, fresco ma non troppo, (e se lo dico io credetemi), abbastanza tranquillo anche se spesso soffia una gradevole brezza, altrimenti in spiaggia si scoppia. Pythagorio è il nome del paesino a circa 10 minuti di macchina dall’Eden Village, offre diverse possibilità di intrattenimento serale soprattutto sul lungo mare del porto, in questo paesino si trovano anche diverse taverne per poter gustare del pesce fresco. Samos è invece la città principale dell’isola sede anche della dogana per la partenza dei traghetti per la Turchia, un lungo mare notevole pieno di attività commerciali, da segnalare il collegato e sovrastante borgo di Vathi che offre la possibilità di vedere i piccoli vicoli con cui si costruivano i paesini in Grecia. Poi la costa nord offre Kokari, che è un altro piccolo borgo con una bella spiaggia, soprattutto meta di turisti del nord europa, con molti locali per degustare i prodotti del luogo, proseguendo si incontra una piccolissima spiaggia chiamata Lemonakia, incastonata fra due costoni, poi c’è tutta una strada costiera, con molte curve e con altrettanti panorami e piccoli borghi, che sicuramente offrono ad ognuno di noi scorci di vita locale. Vicino a Karlovasi, che è la terza cittadina dell’isola di Samos, si trova un’altra spiaggia considerata tra le più belle dell’isola che si chiama Potami. Da Karlovasi la strada si inerpica sui monti dell’isola che deve essere attraversata per rientrare sulla costa sud, la strada è molto tortuosa, ma offre molte possibilità di fermate per scenari e panorami. Altre due spiagge che abbiamo visitato sono quella di Potokaki e Kervelis, la prima proprio sotto l’aeroporto, è molto grande, tranquilla, si stava veramente bene anche perché per il momento i voli su Samos non sono molti quindi il rumore degli aerei in certe giornate è quasi inesistente, la seconda sulla costa est che guarda alla Turchia, una piccolissima insenatura che offre spesso un mare più tranquillo, anche qui con localini aperti durante il giorno. Da segnalare vicinissimo all’Eden Village la spiaggia (una delle poche di sabbia) di Psili Amos, con qualche taverna che è situata in una insenatura e degrada molto dolcemente in mare. Per finire non può mancare l’imprevisto, il volo del ns. rientro in Italia atterra regolarmente e puntuale a Samos, ma si capisce poco dopo che qualcosa non va, non ci chiamano per l’imbarco, la tensione cresce perché non arrivano le informazioni, la prima dopo un’ora avvisa che a causa di un guasto all’aeromobile ci sarà un ritardo di due ore, poi su nostra insistenza arriva la notizia che il volo viene sospeso in attesa di riparare il guasto all’aeromobile e tutti veniamo dirottati in alberghi dell’isola, complimenti agli assistenti in loco sia della Eden che della Columbus che in ragionevole tempo hanno reperito l’alloggio ed organizzato il trasporto per circa 200 persone. La nostra sistemazione è stata di lusso, altri un po’ meno fortunati ma comunque non abbandonati in aeroporto, la previsione era di ripartire il giorno successivo. Alle 18 però arriva la comunicazione che la compagnia aerea aveva reperito un nuovo aeromobile per il rientro in Italia, partenza intorno alle 21. Purtroppo la vacanza a questo punto è davvero finita, si torna. Anche in questo caso un grazie ai miei compagni di viaggio Silvana, Sergio a alla mia inseparabile dolce metà Lina. Nell'ordine: Psili Amos, Lemonkaya beach, Potami beach ed un incontro fortunato, Pythagorio by night e l'Eden beach e per finire Mikali beach con l'Eden Village in primo piano 14 febbraio Zanzibar - Gennaio 2009: un sogno che si rinnovaSiamo stati a Zanzibar quattro anni fa, fu una vacanza da sogno programmata e condivisa con una coppia di amici che questa volta non ci ha seguito.
Il sogno si è rinnovato, il 27 gennaio con volo da Verona siamo partiti in compagnia di Silvana e Sergio, coppia con la quale condividiamo da tempo molti momenti di relax e con noi anche Daniela e Tiziano alla loro prima volta nell’Africa sub equatoriale, quella nera per intendersi, destinazione:
Sunset Beach Resort località Nungwi nel nord dell’isola di Zanzibar.
Come da programma atterriamo nella capitale Stone Town, avevamo tentato di preparare le nostre coppie di amici sull’accoglienza in aeroporto e sui loro servizi tecnologici, ma credo che solo dopo averli visti se ne siano resi conto veramente.
Un piccolo contrattempo al pagamento del visto di ingresso (50$ a testa) dove scopriamo che non vengono accettati dollari americani che riproducono la faccia in formato piccolo, moneta assolutamente valida a noi data dalle banche ma che qui non accettano (se non in qualche ufficio di cambio esterno che applica però un cambio decisamente svantaggioso), in sostanza vogliono solo quelli di nuova emissione che riproducono le facce in grande.
Gli assistenti Azemar, il nostro tour operator ci accolgono appena fuori e ci indirizzano al nostro pulmino, parcheggiato proprio davanti ad una bella e grande buca, che in poco più di un’ora attraverso le strade locali ci porterà sino al nostro resort. Io e Lina capiamo subito che 4 anni sono passati e che qualcosa è cambiato, non molto e non sempre in meglio. All’esterno dell’aeroporto ora c’è una grande tettoia in alluminio che protegge i passeggeri in partenza durante l’attesa per le operazioni di check-in; le strade sono affollate come allora ma il traffico motorizzato è aumentato sensibilmente, molte più auto e tantissimi motorini. La strada che sale verso Nungwi è ora tutta asfaltata e nell’ultima parte si vede proprio che è nuova e ampia, tranne l’ultimo km verso l’hotel, ci avevano avvisato che era da montagne russe, verissimo! Arrivati al Sunset capiamo subito l’atmosfera tranquilla che regna in questo resort, e le prime immagini sono quelle che ci aspettavamo, una piccola piscina, vialetti in sabbia, e le palazzine col tetto in makuti che contengono 4 camere per fabbricato. Sbrigate le operazioni alla reception di piccole dimensioni ma con personale sorridente e cortese, gustato il primo succo di benvenuto, ci dirigiamo nelle nostre stanze e? gradita sorpresa, sono belle, semplici ma decisamente graziose, spaziose, pulite, il letto a baldacchino con tanto di zanzariera protettiva che in realtà forse non serviva (almeno durante i nostro periodo di zanzare veramente poche) ma piuttosto alto da terra, ci si alzava in punta di piedi per salirci.
Apriamo velocemente le valige, cerchiamo il costume e giù in mare, per il primo tuffo, che meraviglia…. la prima giornata sarebbe stata veramente da sogno se non fosse per i beach boys che sono lì che ti aspettano e che ti vogliono convincere a fare le escursioni con loro. Una volta deciso con chi fare le escursioni, praticamente passati i primi 2 giorni poi la vita di spiaggia si tranquillizza e si gustano momenti di quiete che solo in una piccola struttura come il Sunset si riesce a trovare.
Parliamo del Sunset Beach Resort : credo sia una struttura di circa 40/50 camere, dove la quiete regna sovrana, non c’è animazione, tre sere la settimana ci sono piccoli spettacoli locali, la danza dei Masai, un gruppo di ballerini locali ed in fine un gruppo di acrobati e giocolieri sempre locali. Il bar aperto tutto il giorno, sevizio all-inclusive con esclusione degli alcolici e del vino. Molto buoni i loro succhi e/o cocktail di frutta. Tutta la struttura centrale sotto un grande tetto in Makuti, ospita anche la sala ristorante all’aperto. La vista dai tavoli è travolgente, i colori del mare ed il bianco della spiaggia abbagliano. Il cibo decisamente buono, un buffet giusto, non di quelli che talvolta vediamo dove lo spreco regna di casa, dove però si trova sempre carne, pesce, riso, pasta all’italiana veramente gustosa, verdura e per finire frutta d’un gusto e d’un saporito incredibile. Il personale tutto, da quello addetto alle stanze a quello di sala veramente cortese e sempre sorridente. Il direttore italiano, proveniente da una grande catena, ha trasferito qui la propria competenza facendo da subito dei piccoli cambiamenti tipo in cucina, ed i frutti rispetto a precedenti racconti letti si sono visti, tutti, ma proprio tutti sono rimasti molto soddisfatti della cucina.
La spiaggia e le maree: il Sunset si trova nel mezzo fra la spiaggia rinomata di Kendwa dove si trova anche il costosissimo Gemma dell’Est ed il paesino di pescatori di Nungwi; in questo punto la spiaggia per effetto delle maree scompare letteralmente; quando il mare si ritira si può passeggiare su di una spiaggia ampia, ma il mare è li vicino ed è sempre balneabile, ma ricordiamoci di indossare sempre delle scarpette protettive, perché sono numerosi i ricci di mare che si annidano fra le piccole rocce. Quando la mare sale ricopre interamente la spiaggia, e le onde dell’oceano sbattono rumorosamente contro le rocce sulle quali sorgono i vari hotel. Ombrelloni di paglia molto grandi e lettini sono tutti situati in alto sopra la scogliera, in questo modo gli ospiti sono lontani e protetti da tutti quelli che passano lungo la spiaggia. Quando la marea sale le persone del luogo possono passare sopra la scogliera ma sono sempre scortate dai Masai e non possono fermarsi a disturbare gli ospiti degli hotel. La sera con lo stesso sistema si può arrivare,con una piccola passeggiata attraversando i vari hotel, vicino al paese di Nungwi dove mi dicono esserci un paio di bar sulla spiaggia aperti ai turisti.
Le escursioni: io non le ho fatte con i beach boys che girano davanti al Sunset, che mi dicono essere comunque affidabili, perché ho voluto rivedere Nico, il beach boy che lavorava 4 anni fa sulla spiaggia di Kiwengwa, che ora lavora per la Eden ma che nel suo tempo libero organizza ancora escursioni per turisti. Rivederlo è stato un piacere, avere notizie del suo bambino Hassan che avevamo visto da piccolo è stato come tornare un po’ indietro nel tempo. Con Nico abbiamo fatto il blu safari, una intera giornata su una barchetta di pescatori, che partendo dalla località di Fumba ci ha portato prima a fare snorkeling lungo una lingua di sabbia che con l’alta marea viene letteralmente sommersa e poi sulla vicina isola di Kwale dove si è gustato un ricco pranzo di pesce, una veloce visita al baobab che sopravvive da sdraiato e poi un veloce bagno nella laguna delle mangrovie. In questa escursione si sono aggiunti Luana e David una giovane e bella coppia di abili nuotatori che erano ospiti con noi al Sunset . Due giorni dopo, un pomeriggio a Stone Town per assaporare un po’ di vita locale: una visita alla Chiesa Anglicana la prima sorta sull’isola, una veloce immersione nel mercato cittadino, fra le numerose bancarelle di frutta e spezie, un visita esterna alla casa delle meraviglie, il palazzo del Sultano che ora ospita un teatro ed alcuni negozietti, una veloce visita all’orfanotrofio dove abbiamo lasciato molte cose che in sei avevamo potuto portarci dall’Italia, è un luogo di cui non ho immagini e che preferisco non descrivere, per poi riprendere con due passi verso la casa natale di Freddie Mercury, in verità si può vedere solamente una insegna ed infine altri due passi per gustare un drink nel più famoso bar di Zanzibar : L’African House, beh merita, per posizione, e per quello che da quella terrazza si può ammirare nei giardini sottostanti.
Per finire tutti concordi nel fare una bella “motorata” cioè una gita in Quad nell’interno dell’isola, sono state 3 ore assolutamente entusiasmanti, alla scoperta di un entroterra ancora incontaminato, attraversando piantagioni di riso, di piante da frutto come ananas e mango, due piccoli paesini con le casette ancora costruite col fango per un incontro con la popolazione locale e con i loro piccolini, peccato non averlo saputo prima, avremo potuto portare qualcosa di utile anche per loro. Una esperienza che suggerisco a tutti, bella davvero.
Una settimana di vacanza che è volata; la spiaggia, il mare caldo con i suoi colori vivi e brillanti, i tramonti coinvolgenti, la natura ancora selvaggia dell’interno dell’isola, il rivedere una persona cara dopo anni, la tranquillità del posto, la compagnia di persone amiche, l’incontro con nuovi e giovani compagni di viaggio, sono questi i ricordi che mi rimarranno nel cuore di questo sogno rivissuto.
Grazie Lina per essere sempre vicina a me.
22 novembre John Grisham: Ultima SentenzaRiassunto (fonte Il
Messaggero): Gli avvocati Wes e Mary Grace Payton hanno compiuto il
primo passo nella più importante causa della loro carriera. Un tribunale del
Mississippi ha infatti riconosciuto un risarcimento di quarantun milioni di
dollari a Jeannette Baker, una giovane donna assistita dal loro piccolo studio,
che nel giro di otto mesi ha visto morire di tumore il figlio e il marito. Dopo
un estenuante processo nel quale i Payton hanno messo in gioco sia la
credibilità professionale che la serenità personale, la responsabilità è stata
attribuita alla Krane Chemical, una grossa società con sede a New York ritenuta
colpevole di aver smaltito per anni rifiuti tossici nei terreni vicini al suo
stabilimento di Bowmore, inquinando le falde acquifere della cittadina e
provocando il cancro in molti membri della comunità locale. Si tratta solo del
primo grado di giudizio, e di un singolo caso, ma è chiaro che, se la sentenza
verrà confermata, per la
Krane Chemical - e per il suo potente proprietario Carl Trudeau
- si aprirà una disastrosa stagione di cause collettive da parte della
cittadinanza e di ancor più disastrosi risarcimenti. Trudeau sa quindi di avere
disperatamente bisogno di una Corte Suprema favorevole, e l'impresa non sembra
impossibile: i giudici verranno eletti tra non molto e per una campagna
elettorale servono parecchi soldi... John Grisham ci accompagna ancora una volta tra le pieghe
del sistema legale americano, in una serratissima vicenda di lobbying, sentenze
pilotate, grandi interessi economici che non tengono nel minimo conto i diritti
degli individui. "Ultima sentenza" prende le mosse là dove molti dei
suoi precedenti romanzi si concludevano - con un giusto verdetto - per scavare
a fondo nella società statunitense, metterne in discussione i meccanismi
burocratici e le istituzioni, arricchendo di un'autentica passione civile la
prodigiosa vena narrativa del suo autore. Il libro mi è stato regalato, è il primo libro che leggo di
questo scrittore, e per la verità a me non è dispiaciuto anche se altri
conoscitori di questo autore dicono che si è persa un po’ per strada la
capacità di coinvolgere il lettore. Non
supponevo affatto l’esistenza di questi poteri occulti (così li chiamo io) in
grado di condizionare la vita politica e giudiziaria di un paese, in questo
caso quello statunitense. Ho trovato la
lettura molto scorrevole, un inizio decisamente avvincente, il resto fa
intravvedere un mondo che non conoscevo, che non mi piace e che porta verso la
fine di questa storia che non lascia presagire nulla di positivo.
14 settembre Giorgio Faletti : Pochi inutili nascondigliInevitabile che i commenti, i giudizi su di un libro siano anche estremamente diversi fra loro. Io prima di iniziare a scrivere la mia opinione sul il libro di Faletti “Pochi Inutili Nascondigli”, del quale avevo in passato letto anche le altre 3 opere, ho fatto un brevissimo excursus sul web per vedere quali erano le opinioni di chi mi ha preceduto nella lettura e per l’ennesima volta mi sono imbattuto in opinioni contrastanti in merito anche a quest’ultima opera di Faletti. Comincio con l’espormi personalmente: mi è piaciuto meno degli altri. Come per altri lettori, il genere fantasy o surreale che sia, a cui questa volta ha fatto ricorso in misura energica, con risvolti sempre cupi non mi hanno fatto divertire. Non mi sento di giudicare male l’opera, personalmente l’ho trovato meno dispersivo od esagerato nelle descrizioni fin troppo minuziose in passato, e la scelta di raccontare 7 storie, mi ha facilitato la lettura, nel senso che desidero sempre arrivare velocemente in fondo, e completare la lettura di tante pagine non è sempre operazione semplice e veloce. Come ha scritto qualcuno, con un libro non sei mai solo, come parlarne male, ma quanta malinconia o tristezza ti può mettere addosso. Le trame che in estrema sintesi sono qui sotto riportate, sono riprese appunto da uno dei commenti che nel mio navigare ho trovato suo web: una gomma e una matita l'ultimo venerdì della signora kliemann spugnole graffiti la ragazza che guardava l'acqua l'ospite d'onore physique du role d'onore Come si vendicherà il giovane attore?
02 settembre Il Teatro nei cortili : L'incredibile storia del medico dei pazzi ...Teatro nei Cortili: L’Incredibile storia del medico dei pazzi
Siamo tornati al Cortile Montanari che ogni estate è sede di rappresentazioni teatrali da parte di diverse compagnie veronesi e non, per gustare nuovamente la maestria degli artisti dell’Estravagario, che nel ventennale della loro fondazione mettono in scena la rivisitazione di una divertente commedia napoletana, “L’Incredibile storia del medico dei pazzi, Suonare Pensione Stella”. La rielaborazione trasferisce l’accadimento dei fatti, in Veneto e precisamente in Padova dove uno zio ricco, convinto che il proprio nipote si sia laureato in medicina e voglia aprire appunto in città una sua clinica, per esercitare la sua professione, gli manda molti e molti soldi, che però sono sperperati in gioco e gozzovigliare. Un bel giorno però lo zio e consorte decidono di andare a vedere di persona dove sono finiti i loro soldi, quale buon uso ne abbia fatto il nipote di cui tanto vanno orgogliosi per esser il solo e primo della famiglia che si sia applicato nello studio. Il nipote preso alla sprovvista dall’improvviso arrivo dei parenti benefattori, si inventa una via d’uscita facendo credere che la pensione presso cui alloggia altro non sia che appunto la sua clinica e ovviamente gli ospiti di questa pensione diventano gioco forza a loro insaputa, tutti pazienti pazzi. Le gag che ne conseguono fra fraintendimenti vari sono davvero esilaranti, e naturalmente il tutto finisce col portare a galla la bravata del nipote che però poi viene perdonato dallo zio. L’ambientazione è quella propria degli anni 40, nel periodo fascista, con costumi di scena molto colorati e trucco caricato per evidenziare ulteriormente (ammesso fosse necessario) la situazione clownesca che si stava rappresentando. Devo anche evidenziare che secondo il mio giudizio, l’inizio della rappresentazione, è lento e lontano dall’introdurre quei momenti di puro divertimento che poi invece vengono serviti ad un numeroso pubblico che alla fine applaude convinto. 01 settembre Slovenia : Terme Zrece e Grotte Postonja 24 Agosto 2008Una vacanza per due …..(Terme Zrece – Slovenia : 24 Agosto 2008)
Grazie ad alcune indicazioni e suggerimenti ricevuti da una coppia di esperti viaggiatori, per la nostra settimana di vacanza di fine estate, ci siamo orientati verso un tipo di vacanza tutta verde e relax, Terme Zrece l’hotel scelto nella omonima località nel nord della Slovenia a pochi km dall’autostrada che collega Lubiana con Maribor. Il paese è piccolissimo, vita serale fuori dalle strutture alberghiere direi inesistente, ma fatte queste premesse che per taluni sono di fondamentale importanza, direi che per noi è stata una splendida settimana dedicata a noi stessi, alla nostra tranquillità ed al nostro relax fisico e mentale, il tutto supportato da un clima magnifico, giornate di splendido sole, mitigato dai 400 mt di altitudine che rende la temperatura invitante. L’hotel assolutamente confortevole, offre camere spaziose, bene arredate, una cucina che agli ospiti italiani con cui si sono scambiate opinioni è parsa discreta, dove però scordiamoci di trovare la nostra pasta e gustiamo invece le loro pietanze. L’Hotel Terme Zrece offre vari pacchetti ai turisti che si voglio rilassare nella loro struttura, con diverse tipologie di massaggi anche terapeutici. Offre inoltre la possibilità di sfruttare senza limiti le due piscine con acque termali, una al chiuso ed una seconda coperta ma all’aperto. Al chiuso sono poi presenti quattro differenti vasche più piccole per l’idromassaggio ed una vasca anche per i piccoli. Nel centro è inoltre presente anche una vasca appositamente attrezzata per le persone disabili che vi si recano per cure termali-terapeutiche. Nel pacchetto base poi sono comprese anche due entrate nel villaggio delle saune, che per me, che ho sempre e solo visto quella piccolina della palestra che ogni tanto frequento, sono state una vera nuova interessante scoperta, un nuovo modo di passare anche un paio d’ore fra saune, bagni turchi, sale relax. Una puntatina un giorno al valico di Rogla quota 1550 mt circa, non più di 15 minuti di strada dal nostro hotel per ammirare a 360° distese sconfinate di pinete, verdi e profumate, con un sottobosco ricco di ciclamini. Una meraviglia per gli amanti della pace e della tranquillità, in questo periodo infatti la località non è presa d’assalto da tutti gli amanti dello sci che invece si riversano nella vallata in inverno. Una piccola quanto gustosa sorpresa : la birra artigianale prodotta in loco, veramente squisita, leggera e pure economica, la sola nota negativa è che dura 15/20 gg quindi ne puoi portare a casa poca altrimenti poi rischi di doverla buttare. Merita infine una citazione il piccolo laghetto vicinissimo all’albergo, raggiungibile da una stradina sconnessa, non proprio adatta alle mie gambe ma che ho voluto visitare perché è talmente tranquillo, nascosto in mezzo alle pinete, dove i locali talvolta si recano a pescare. Una bella terra. Sulla strada del ritorno decidiamo di fare tappa alle famosissime grotte di Postojna che ne io ne Lina avevamo mai visitato. Al nostro arrivo la sensazione non è stata delle migliori, ci si ritrova in un luogo dal consumismo esagerato, un grande hotel, negozi, souvenir, e quel che meno mi piaceva numerosi visitatori, (per aver fatto una settimana di relax tuffarci in questo luogo affollato non era esattamente il massimo). Un ulteriore timore mi aveva assalito, quello di riuscire a visitare queste grotte e di non trovarmi in difficoltà a camminare una volta all’interno. La faccio breve, è stata una meraviglia. Ci conducono con un trenino dentro queste grotte per oltre 2 km di lunghezza, poi da li parte una visita guidata nelle varie lingue, per un percorso di circa 1,8 km tutto piuttosto ondulato, che certo ha richiesto un po’ di impegno da parte mia e tanta attenzione a non cadere, ma lo spettacolo della natura ti avvolge tutto intorno e ti distoglie dai tuoi pensieri. Al rientro in Italia, a pochi km dal confine una ulteriore tappa sempre consigliata dalla medesima fonte, per gustare ancora birra e cibo locale cotto con/nella birra. Il resto del viaggio di ritorno per fortuna scorre via liscio. 18 agosto Minorca – Isole Baleari, Spagna : 06 – 13 Luglio 2008Minorca – Isole Baleari, Spagna : 06 – 13 Luglio 2008
Il volo da Verona per Minorca è quasi puntuale mentre invece è sconosciuta la compagnia aerea a cui è stato affidato il volo, questo accenno polemicamente generico è per mettere in risalto quanto poco siano attendibili i cataloghi; si sceglie un tour operator che dichiara di utilizzare certi vettori aerei ed invece ti ritrovi con compagnie aeree sconosciute: dove va a finire la nostra scelta di viaggiare sicuri? Arriviamo all’aeroporto di Mao, la capitale Minorchina. Il disbrigo delle pratiche in aeroporto e l’accoglienza dei ragazzi del Veraclub sono filate vie lisce senza intoppi. Arriviamo al Veraclub Menorca dove ci vengono assegnate le stanze e siamo felicemente sorpresi perché in effetti più che camere di albergo sono mini appartamenti, con un piccolo angolo cottura unito a un salottino, grande il bagno ed accogliente la camera da letto. Nel centro del villaggio una bella piscina. Purtroppo con il nostro arrivo anche il Veraclub si è riempito completamente, e noi lo capiamo subito dalla prima cena, dove ci si rende conto che non vale la pena accalcarsi all’apertura, perché comunque l’assortimento rimane a disposizione anche per chi si reca a tavola un po’ più tardi. La mattina dopo iniziamo col noleggiare un’auto per tutti i sei giorni, scoprendo con grande gioia che i prezzi del noleggio sono assolutamente validi, tanto più per noi che siamo in 4 . Il pomeriggio visto che il tempo sembra fare i capricci, prendiamo l’auto e ci dirigiamo subito verso Ciutadella dove arriviamo proprio quando il sole esce dalle nubi e si fa sentire. Facciamo quattro passi per il centro, ovviamente qualche foto e poi ci spostiamo cercando di trovare qualche spiaggia li vicino e qui cominciamo a capire che raggiungere le belle calette non è proprio facile facile, ma non importa, tanto siamo in vacanza. La prima spiaggia “Arenal de San Saura” dove ci godiamo il primo bagno in acque calde e trasparenti e poi si aspetta il tramonto. La mattina seguente restiamo in zona, ci spostiamo di poco e raggiungiamo una grande stupenda spiaggia : “Son Bou” mentre dopo pranzo ci spostiamo un po’ per raggiungere “Cala Mitjana” una spiaggia piccolina, affollata perché merita fare un tuffo nelle sue acque, dove ci gustiamo un cocco fresco e dove aspettiamo il tramonto del sole. Uscendo facciamo una sosta veloce per una fresca birra nella più turistica “Cala Santa Galdana”, e proprio sopra questa spiaggia scattiamo alcune delle foto più suggestive. Rientrati in villaggio optiamo per una pajella che gustiamo in un ristorantino proprio li vicino . Mercoledì 9 il compleanno di Lina, e partiamo per una escursione che attraversa l’isola verso nord. Ci fermiamo nel paesino di Es Mercadal, dove visitiamo la chiesa ed il mulino. Da li partiamo per salire verso il punto più alto (358 mt) dell’Isola, il Monte Toro, purtroppo preso d’assalto da tanti, forse troppi ripetitori. Su questo monte c’è anche un piccolo convento di suore francescane ed un piccolo Santuario raggiungibile da un piccolo quanto suggestivo patio. Il panorama da questo punto è proprio a 360 gradi ed individuiamo subito i luoghi delle nostre mete quotidiane. Scendiamo e ci dirigiamo verso il paesino di Fornells, suggestivo luogo turistico, situato sulla sponda di una grande baia e che ospita numerose scuole di vela . Lina e Silvana salgono fino alla torre che domina l’entrata della baia. Dopo poco si riparte e si sale verso il Faro di Cap de Cavalleria. La delusione per non poter entrare ai piedi del faro è grande, ma camminando con molta attenzione sulle rocce accanto gli scorci panoramici sono di assoluto splendore. Ripartiamo ancora per raggiungere la spiaggia di Binimel. là molto rinomata ma totalmente diversa rispetto a quelle viste precedentemente. E’ di ghiaino, rosso, il fondale è roccioso, ma l’acqua assolutamente trasparente che offre maggior possibilità di fare dello snorkeling. Restiamo alcune ore a crogiolarci al sole e poi risaliamo verso il bar che domina la baia per rifiatare e dissetarci. La sera restiamo in albergo? Noooo. puntata nella Capitale Mao, ad ammirare i localini sul lungo mare e le lussuose imbarcazioni attraccate. Giovedì un giorno di pausa, restiamo a goderci la nostra grande spiaggia di Sant Tomas . Il Venerdì optiamo per il giro del porto di Mao su catamarano con fondo in vetro per ammirare il fondale . Beh non credevo che fare il giro di questo porto naturale, che è il più grande di Europa (oltre 8 km) fosse così interessante e la giornata di sole splendente rende i colori molto vivi. Il pomeriggio visitiamo le spiaggiette di Cala Turqueta, piccola ma molto suggestiva quanto affollata e non facilmente raggiungibile, e poi ci spostiamo nella più grande Cala Macarella, le cui acque però non sono proprio uno splendore, evidentemente un gioco di correnti ha portato qui qualche alga. Tutto intorno però è veramente uno spettacolo della natura . Alla sera ci gustiamo un’altra buona grigliatina di pesce . Il sabato si visita la vicina spiaggia di Es Migjorn Gran mentre poi la sera, facendo qualche km di strada raggiungiamo a sud di Mao il pittoresco ex paesino di pescatori di Binibeca, dove ci aggiriamo fra le bianche viuzze prima di gustare un gelato. La nostra settimana di vacanza è terminata; è ora di tornare. 08 agosto C'era un sacco di gente, soprattutto giovaniC'era un sacco di gente, soprattutto giovani
E’ il titolo della nuova commedia messa in scena nelle scorse settimane nel Cortile Montanari in Verona dalla compagnia teatrale La Barcaccia, diretta come sempre da uno dei personaggi più famosi per la sua carica: Roberto Puliero. Uno spettacolo nuovo, che si scosta completamente dalle rappresentazioni di opere scritte da commediografi del passato, ma che trova proprio dall’attuale mondo dello spettacolo, dello show business, la propria ispirazione, il proprio filo conduttore . L’offerta televisiva di questi anni, la smania di successo in ogni modo e ad ogni costo sono il sottile e amaro risvolto di una commedia che invece in chiave ironica prende in giro i protagonisti, gli attori di questo patinato mondo. Insostituibile nella sua immancabile veste comica Davide Valieri che nei panni di un fantomatico e noto paroliere, strappa puntualmente il sorriso se non proprio fragorose risate, ma tutti i protagonisti in questa compagnia sono di collaudata esperienza e valore. Una novità di quest’anno abbiamo visto anche qualche volto nuovo, giovane, forse debuttante ma comunque bravi a starsene su di un palco davanti ad una platea che come sempre è molto gremita nonostante le numerose rappresentazioni, segno che il nome La Barcaccia è di sicuro traino. Il finale della commedia però mi ha un pochino deluso, mi aspettavo forse qualcosa di più coinvolgente, divertente e irriverente verso questo mondo che forse si prende troppo sul serio ed invece il finale è stato proprio nella direzione opposta, quella di voler far riflettere su quanto a volte la smania di successo ci faccia passare sopra a tutto e tutti, almeno questa è stata la mia interpretazione. 28 luglio Lago di Como : 25 e 26 aprile 2008Lago di Como : 25 e 26 aprile 2008
Era prevedibile che il traffico stradale fosse di quelli da bollino rosso, ma tant’è quando non hai altre possibilità per muoverti e hai bisogno di cambiar aria per un paio di giorni, sali in macchina e vai affrontando i possibili inconvenienti. Attraversiamo velocemente Como, saliamo verso Cernobbio e poi risaliamo il Lago di Como fermandoci dopo aver fatto non poche ore di macchina in località Laglio per un pranzo in riva al lago. La giornata è splendida, i colori del lago pure, non si può non approfittarne per fare alcune foto dai giardinetti. Riprendiamo a salire lungo quel braccio del lago, sosta a Brienno per un paio di foto veloci e poi ancora avanti. Quanti sarebbero gi angoli che meriterebbero una visita anche veloce e una foto. La nostra meta, suggeritaci da un caro amico è Villa Carlotta, in località Tremezzo. Giunti sul posto, troviamo a stento un posto auto, e facciamo due passi proprio lungo il lago, per ammirare la Villa dall’esterno in quanto entrare richiederebbe molto tempo, la coda delle persone in attesa, fa capire subito che forse c’è troppa gente anche al suo interno, quindi optiamo per due foto dall’esterno ed una breve passeggiata che ci offre la possibilità di imbatterci in uno stupendo pergolato di glicine. Cambiamo il programma, non essendo molto conveniente entrare ora a Villa Carlotta, rimandiamo la visita alla mattina seguente, e proseguiamo lungo il lago per avvicinarci alla nostra meta, Peglio, l’unica località sul lago in cui siamo riusciti a trovare una stanza. Risalendo il lago facciamo tappa a Menaggio e poi a Gravedona. In questo paese un venticello ci accoglie e ci fa compagnia increspando un pochino le onde del lago. E’ un bel paesotto, con un bel lungo lago, sul quale domina il Palazzo Gallio verso nord mentre a sud la Chiesa Medievale di Santa Maria del Tiglio. Quando il sole comincia a scendere, noi cominciamo a salire in montagna per raggiungere la località di Peglio. Le fotografie scattate lungo i tornanti per salire a quota 700mt di altezza offrono una infinità di paesaggi colorati che ci affascinano, anche l’ambiente che chi ospita, una trattoria con alloggio ha il sapore di altri tempi, nel bene e nel male ma per noi è un ritorno ad origini semplici, forse anche montane che ci gustiamo fino in fondo, e la vista sul lago, con il vertice dei due rami del Lago di Como che da qui si intravvedono perfettamente è bellissima. La mattina seguente prima di ridiscendere sul lago, facciamo tappa alla chiesa di Sant’Eusebio originaria del 1400 circa, ristrutturata e decorata con importanti affreschi dal 1600 in poi, occupa una posizione stupefacente. La vista sul lago sottostante e sulle montagne che le circondano è di quelle mozzafiato. Arriviamo a Villa Carlotta, i cui giardini sono forse nel periodo migliore per la fioritura di azalee, rododendri, oleandri etc. Magnifico davvero l’impatto dei colori del Giardino Roccioso e del verde della Valle delle Felci illuminate da un sole decisamente primaverile. Gli scorci panoramici sulla vicina Bellaggio sono incantevoli. Anche l’interno della Villa adibito a museo è ben curato ed interessante. Nel pomeriggio prendiamo il battello attraversiamo il ramo del lago che porta a Como per approdare a Bellagio, non a torto conosciuta come la "perla" del Lago di Como. Si trova infatti sulla punta estrema del promontorio che divide il lago nei due rami di Como e di Lecco. La cittadina si estende in parte sulla zona rivierasca e in parte sulle pendici del promontorio. Grazie a questa particolare ubicazione vi è una straordinaria varietà panoramica e la vista può spaziare su tutto il lago. Di Bellagio sono famosissime le ville, coi relativi parchi. Torniamo a Cadenabbia, recuperiamo l’auto ed ormai si fa sera. Prendiamo quindi l’ultimo traghetto per Varenna, per ridiscendere il Lago ma dalla parte del ramo di Lecco, che raggiungiamo al tramonto. Uno sguardo fugace, senza per altro averne sensazioni particolari, quindi decidiamo di ripartire fermandoci poco più avanti in un ristorante dove abbiamo la fortuna di cenare con grande soddisfazione per il nostro palato.
26 luglio Un esilarante giorno di folliaTeatro nei cortili - Un esilarante giorno di follia
Piena di avvenimenti è la rassegna teatrale nei cortili/chiostri di Verona, e visto che le serate lo consentono io mi diverto ad andarle a vedere. Era quache anno che non capitavo nel Chiostro di Santa Eufemia, e la nostalgia di quel posto e la curiosità che mi ha suscitato il titolo dell’opera mi hanno convinto di andare a vedere. Bravi, bello e bravi. Stupisce come in queste ultime sere, sia un po’ in flessione la partecipazione di pubblico, perché i lavori messi in scena sono veramente piacevoli. Una commedia brillante, che parte piano con un personaggio; Mario (operaio addetto al trasloco) che con la sua caricatura dell’operaio tutto muscoli e cellulare, tiene attento lo spettatore sino all’entrata in scena dell’esperto d’arte, Demetrio Cartolai in arte Donato De Silvestri, che è il vero mattatore di tutta la rappresentazione, e che in più di una occasione strappa applausi per la sua performance davvero incalzante e coinvolgente. La trama: Demetrio, esperto d’arte, accetta di fingersi psichiatra per aiutare la segretaria di un medico partito per il Tibet dopo una crisi mistica. Lei è una giovane madre rimasta disoccupata e con un causa di separazione in corso. In un’escalation incontrollata di eventi Demetrio si trova a dover fare i conti con uno strampalato operaio addetto al trasloco, un’assistente sociale incaricata dal tribunale per la causa relativa all’affidamento del bambino, matti, funzionari di polizia veri e fasulli, nonché con un misterioso quadro che conterrebbe un importante segreto sulla vita di Sigmund Freud. Il risultato: è quello voluto dalla compagnia “Gli insoliti noti” <Una occasione di benessere in un mondo in cui le difficoltà del quotidiano ed il malessere che ci proiettano in casa i media sembra non lasciare spazio all’ottimismo ed alla speranza. Equivoci e gag si alternano con un ritmo irresistibile coinvolgendo gli spettatori in un gioco comico che si rinnova incessantemente. La commedia però propone anche momenti di riflessione sull’amicizia, la solidarietà, la diversità con un colpo d’occhio anche sul paradosso virtuale indotto dalle nuove tecnologie informatiche in una società sempre più in bilico tra finzione e realtà.>
24 luglio Pene d'Amor PerduteTeatro nei cortili - Pene d’Amor Perdute
La compagnia “Il Teatrino” propone presso il chiostro della Chiesa di Santa Maria in Organo in Verona dal 17 al 27 luglio 2008 una nuova interessante rappresentazione di William Shakespeare con adattamento originale di David Conati e regia di Maria Luisa Cappelletti.
Il re di Navarra con i suoi fidati amici, giurano di digiunare, studiare e non vedere donne per tre anni, ma l’arrivo della principessa di Francia, con le sue damigelle impone complicati obblighi di ospitalità. Nel frattempo Cupido sfarfalla tra gentiluomini e dame ingarbugliando e contagiando sentimentalmente tutti. Anche lettere d’amore sbagliano d’indirizzo, doni galanti seguono strade sbagliate, imbrogliando sempre di più la matassa del destino. Non manca il divertimento d’un tentato corteggiamento in incognito col pretesto di un travestimento ma, ahimé, miseramente naufragato, costringendo gli innamorati ad implorare perdono. Nodi d’amore intrecciati nel verde parco regale, nascenti idilli dispersi dal messaggio che reca alla principessa la triste notizia della morte del padre. S’impone la partenza, s’intrecciano promesse appassionate, tutti così presto vinti dall’amore e subito costretti a soffrire per lui. Commedia di galanteria e scherzo, leggera e graziosa, che è messa in scena dai componenti “Il Teatrino” con capacità, tanto da coinvolgere lo spettatore che in diverse situazioni si lascia andare a piacevoli quanto spensierate risate. 23 luglio el Canto de le SireneIl teatro nei cortili - el Canto de le Sirene
E’ ripresa anche quest’anno la stagione delle rappresentazioni teatrali all’interno di cortili e chioschi della provincia di Verona. Il mio debutto stagionale, se si può dire così, è stato anche quest’anno con la compagnia “Gruppo Popolare Contrade” . E’ una compagnia che ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere un paio di anni or sono, e che non manco di seguire quando è possibile nelle loro diverse rappresentazioni. Ospiti come in passato del giardino di Villa Bertoldi in quel di Settimo di Pescantina, il Gruppo Popolar Contrade ha presentato, “el Canto de le Sirene” di David Conati, Delio Righetti e Fabio Tedeschi, liberamente ispirato da un libro <Alga Nera> di Ada Partesotti. Alla presenza di un nutrito numero di persone sempre in crescita, anche a testimonianza del valore della compagnia e delle opere che non solo nella nostra provincia essa va a rappresentare, ho assistito alla prima stagionale, che come tutte le prime è inevitabile presentino alcuni punti che devono essere maggiormente curati. La location di sicuro non agevola il lavoro degli artisti e dei responsabili del suono, che so’ aver molto migliorato l’acustica nelle seconda rappresentazione, infatti è capitato che un volume di musica troppo elevato avesse in alcuni passaggi, coperto la voce degli attori. “C’era una volta, tanti anni fa, in un’isola sperduta, una piccola comunità di persone che discendeva da veronesi sopravvissutti ad un naufragio durante la dominazione veneziana. C’erano i pescatori, i mariti, i frati, i giovani, le ragazze, le donne, quelle di casa, quella che dà il meglio di se” quella che leggere le carte e qualcos’altro, la maestra dagli occhi spenti …. C’erano le case, il faro, il convento …. e c’era il Canto de le Sirene, una piccola baia, dove si ascoltava, si ricordava, si sognava, ci si incantava. La vita trascorreva tranquilla, anche se non mancavano gli imprevisti, le gelosie, i ricatti, le cose strane. Poi, un giorno, dopo una delle solite tempeste, sulla spiaggia arrivò Shamira …. “ el Canto de le Sirene, continua il filone del teatro che guarda alla vita, accanto alle vicende quotidiane, di chi vuol stare in un luogo e di chi da quel luogo se ne vuol andare, di chi ha un destino segnato e di chi invece il proprio destino lo vorrebbe diverso, di chi guarda al bene e di chi far bene non è proprio una cosa spontanea, di chi vede attraverso gli occhi e di chi ha tanti altri valori che l’aiutano a vedere, di chi siamo tutti uguali e di chi forse pensa che forse proprio proprio uguali non siamo. Una delle caratteristiche di questo gruppo è la scelta di fare teatro di insieme, fondendo fra loro i diversi elementi, interpretazione, sempre corale, sempre di gruppo, spesso intervallata da sapienti e coreografiche parti cantate e musicate dal vivo, che costituiscono a mio avviso un punto di forza del gruppo dimostrandone la coesione e la preparazione, con semplici ma appropriati costumi, con scenografie lineari adatte alla semplicità dell’ambiente raccontato e luci che mettono in risalto i vari momenti attirando l’attenzione dello spettatore. Non è mai simpatico far nomi quando si parla di un gruppo, ma va sottolineato che alcuni ruoli sono magistralmente interpretati. Non so indicarvi le prossime uscite di questo gruppo, ma laddove lo vediate in cartellone, suggerisco la visione. 15 giugno Le verità di un tempo ...
I fioi no i dimanda pupà belo, ma pupà pan.
Le butele le le desidera, le maridè le le proa, le vedove le le ricorda (el marì). 08 marzo 8 Marzo : la forza delle donne
Una donna ha la forza che sorprende l’uomo, può controllare guai, può portare carichi pesanti. Mantiene gioia, amore e opinioni, sorride quando ha voglia di gridare, canta quando ha voglia di piangere, piange quando è contenta e ride quando è spaventata. Il suo Amore è incontrollabile. L’unica cosa di sbagliato i n Lei è che a volte dimentica quanto vale.
Tina Lagostena Bassi 06 marzo Consigli di un tempo
Ch’el sia san, ch’el sia cristian e ch’el gabia el pan.
Andò chè la mira, la gamba la tira.
El bel e el bon su du rami stava: tolì su el bon, e el bel lassè che el vaga. 21 febbraio Consigli ...Soli no se sta ben gnanca in paradiso.
Malgareta to coel omo, che l’è sior e galantuomo, el gà en campeto e ‘na caseta: tolo tolo Malgareta.
12 febbraio La dona dalle sete belesse‘Na dona parchè la sia bela, bison che la sia alta, sensa pianela, larga de spale e streta en cintura, de nobil parlar e bela andatura, oci neri e bionde le tresse, questa l’è la dona dalle sete belesse. 09 febbraio Così si deve fare ...Ci ‘ol el pomo sbàsa la rama, ci ‘ol la fiola caresa la mama.
oppure
Tira la rama ci vol la rosela, caressa la mama ci vol la butela. 02 febbraio Dai fatti avantiO bela puta dal grembial de seda, sio contenta che ve compagna en cesa? La strada l’è larga e longa, el sentier l’è ben batù, ghe stemo en uno e anca en du! 01 febbraio Mauritius 20 – 28 gennaio 2008 : Villas CarolineSplendida vacanza da consigliare sicuramente, ma andiamo con ordine. Partenza da Malpensa domenica 20 alla sera 19:50, diciamo subito che purtroppo i Tour Operator, nel caso specifico la Eden Viaggi, non sempre rispettano quanto invece pubblicizzano sui loro cataloghi, il volo doveva partire poco dopo mezzo giorno e arrivare il mattino molto presto, e noi avremmo potuto sfruttare anche tutto il lunedì in spiaggia, invece siamo arrivati in Hotel quasi alle 4 del pomeriggio del lunedì, giorni restanti a disposizione solo 6. Il lunedì 28 il volo viene fissato per le 13:50 ma la partenza dall’Hotel è presto intorno alle 9:45 del mattino, quindi niente tuffo in piscina. Volo EuroFly, aereo non proprio in ordine, molti i sedili bloccati e non reclinabili e i monitor e auricolari non funzionanti. Arrivati in aeroporto le operazioni di rito filano via senza grandi intoppi, e subito dopo l’assistenza Eden ci accoglie con ottima organizzazione. Saliamo sui pulmini e ci avviamo verso Flic en Flac, circa un’ora di strada. Tre cose balzano subito evidenti: il verde dell’isola, la strada ondulata ed il cielo per niente terso, quanti saranno i nuvoloni che vedremo passare nei nostri giorni di vacanza, ma diciamolo subito, sono necessari, ti consentono di rifiatare, e noi siamo stati davvero fortunati, non ha mai piovuto, non abbiamo beccato i famosi e famigerati temporali che caratterizzano il meteo di Mauritius. Attraversiamo anche alcuni centri abitati, e la viabilità intasata ci fa sentire molto a casa. La cucina del Villas Caroline, sotto la guida attenta di Lele, il cuoco italiano che si dimostrerà una garanzia, ci attende aperta per uno spuntino, ci vengono poi assegnate le stanze, e di corsa in spiaggia per il primo assaggio di Oceano Indiano. Parliamo dell’Hotel: noi eravamo nella camere cosiddette superior, ma non credo che le altre fossero molto diverse, comunque tutte ampie, pulite con veranda o balcone come da catalogo, tutte vista mare, con un grande bagno, la prima pecca, scarseggia l’acqua fredda e alla sera farsi la doccia richiedeva un po’ di pazienza per non scottarsi. La spiaggia, ampia, attrezzata con ombrelloni fissi e mobili e lettini (purtroppo ancora non in numero sufficiente per tutti, ma si stanno attrezzando, Eden Viaggi ha rilevato totalmente la struttura solo da fine ottobre). I tramonti in spiaggia? ‘na favola! Acqua del mare invitante, attenzione sono necessarie le scarpette ai piedi. La barriera è vicina e si può tranquillamente fare snorkeling. E’ presente un gruppetto di 4 o 5 persone per una animazione molto soft. I prezzi al bar un po’ carucci. Escursioni: il tour operator in villaggio ha proposte per tutti i giorni, ma i prezzi non sono proprio convenienti, molti, noi compresi si sono affidati ai taxi esterni i quali contrattando ti portano ovunque, e se serve stanno con te anche tutto il giorno. Per il tour del sud dell’isola avevo contatto dall’Italia un tassista che segnalato in altri racconti, mi sembrava adatto a farmi vivere e conoscere un po’ di Mauritius, Sachin Meethoo, (lui lo si trova facilmente sulla costa est dalle parti di Belle Mere), ma avendoglielo chiesto si è reso disponibile ed è venuto a prenderci anche al Villas Caroline. Parla un buonissimo italiano, e ha conquistato anche noi, ci ha portato nei posti più importanti del Sud dell’Isola, senza lasciarci mai soli, spiegandoci molte cose di Mauritius, dalla storia, alla convivenza fra razze e religioni, l’agricoltura e commercio di adesso, ci ha fatto assaporare un po’ di isola, e peccato eravamo un po’ lontani dalla sua casa, altrimenti avremmo avuto anche l’occasione di conoscere la sua famiglia, parte della quale è nata in Italia. Abbiamo iniziato con una visita alla Galleria della Fondazione “Hand of Fame”, un centro che lavorando e riciclando tutto il vetro usato, crea delle sculture, in questa galleria hanno lasciato la loro impronta e firma alcune delle più importanti e famose persone che nel tempo hanno visitato l’isola. Seconda tappa, la cittadina di Curepipe con la fabbrica dei diamanti, e dei negozi li vicino, uno sguardo sul lusso anche sfacciato ma poi via. Li vicinissimo la Fabbrica dei Velieri, beh, merita la visita, e credo siano pochi quelli che resistono alla tentazione dell’acquisto. (Noi no)! Vedere tutte le fasi della lavorazione fatta tutta a mano di questi oggetti che comunque hanno del fascino, con tutti i materiali che si trovano in natura, niente plastica, è stato coinvolgente, davvero. Basta negozi, gustiamo l’isola, prima tappa “Troux aux Cerfs”, un lussureggiante cratere profondo un centinaio di metri e largo duecento. Poi si sale percorrendo una strada tutta ondulata che conduce a Grand Bassin, il Lago Sacro e il Tempio Hindù. Qui Meethoo supera se stesso, ci coinvolge nelle spiegazioni dei riti indiani, ci fermiamo prima davanti alla gigantesca statua di Shiva, e poi si scendo un po’ verso il Lago, dove stiamo ad ammirare la ritualità religiosa anche di intere famiglie. La nostra guida, ci dice che possiamo fotografare tranquillamente, ma in tutta franchezza, non me la sono sentita. Poi sempre con lui a fianco si sale sulla collinetta che domina il lago, ed il colpo d’occhio è stupefacente. Riprendiamo il viaggio e ci dirigiamo verso “Black River Gorge” un punto panoramico meraviglioso su una gola in cui precipitano con una piccola cascata le acque del fiume. Poi una tappa per mangiare qualcosa, sempre con Meethoo al nostro fianco, è lui che ci indica il ristorante, giusto, fuori dal grande circuito dei turisti, ma ottimo davvero. Siamo già in prossimità di Chamarel, dove ammiriamo per prima cosa una cascata di circa 100 mt, e poi e famose terre colorate, tutto questo in mezzo a piantagioni di canna da zucchero, caffè ed ananas, e le spiegazioni di Meethoo rendono tutto questo affascinante, come l’immagine della “Palma del Viaggiatore”. Si torna verso casa, scendendo da una tortuosa strada di montagna (828 mt è il punto più alto dell’isola), al livello del mare, fermandoci nei punti più suggestivi per l’immancabile foto ricordo. Salutarci alla fine mette non poca nostalgia per una bella giornata. Un giro notturno nella capitale Port Louis: uscendo dal Villas Caroline, fermiamo un taxi, un ragazzo giovane che vale la pena di citare Alvin, si contratta un pochino e poi via. Gli abbiamo chiesto di farci vedere i punti più importanti, più suggestivi di Port Louis, e lui rigorosamente in inglese, ci porta e ci spiega dove ci troviamo, visitiamo alcuni punti panoramici, al Santuario di Santa Maria, e sulla collinetta con la Cittadella antica fortificazione, che domina e divide la zona sud da quella a nord, poi siamo passati dai vari quartieri, con i relativi contrasti, il lussuoso moderno dei quartieri della politica, del governo e della finanza ai confinanti quartieri arabi. L’ippodromo, ed infine il porto, con tutta la sua zona pedonale e col famoso Caudan Waterfront, enorme e lussuoso centro commerciale. Precisiamo subito due cose, non esiste vita notturna neanche in Port Louis, gli unici locali aperti sono appunto nella zona del Caudan, e la seconda è che sorprendentemente, il giovane Alvin, parcheggia la sua auto ed invece di attenderci comodamente seduto, scende con noi e si fa due passi illustrandoci i vari fabbricati che costituiscono tutto questo complesso costruito in riva al mare. Grazie anche a te Alvin. Altra escursione impedibile: “Ile Aux Cerfs” l’Isola dei Cervi, c’è poco da commentare, la nostra giornata fortunata di sole ci ha fatto godere di questo splendore di natura, di spiaggia e mare che rimarranno impressi nella nostra mente e nei nostri cuori. Il pranzo su un’altra isoletta a 5 minuti di barca a base di pesce e bagno ristoratore. Per finire ci affascina l’idea del “Quad Bikini” nel Casela Park, che per di più è molto vicino al Villas Caroline. Un giro in un parco naturale che ospita una ricchissima varietà di uccelli, tigri, zebre, scimmie, cervi, tartarughe giganti, e l’emozione di questa moto a 4 ruote con la quale ti arrampichi su per la montagna. L’ultima sera dopo l’ultimo bagno, mi penso bene di fermare una famiglia mauritiana che stava passeggiando sulla spiaggia, papà, mamma e tre piccoli scoprendo poi che i due più giovani sono gemelli. Volevo offrire ai piccoli delle Tshirt colorate, sportive, ma temevo di offendere la loro sensibilità. Loro hanno accettato con un sorriso avvolgente, ed il gesto dei bambini verso mia moglie è stato commovente, hanno donato a lei tutte le piccole conchiglie che avevano raccolto durante la loro passeggiata, ma proprio tutte. Abitano vicinissimo al ns. hotel e ci invitano e aspettano per un caffè dopo cena. Questo gesto spontaneo e cordiale ci rimarrà dentro per sempre. Grazie anche a te Loday e alla tua splendida famiglia. Non so se e quando tornerò a Mauritius, ma sono felicissimo di esserci stato. Franco P.S. coloro che volessero i contatti delle persone del luogo citate, mi possono scrivere, se c’è qualcuno della provincia di Verona che si reca da quelle parti, mi contatti per favore.
Un ringraziamento anche ai miei compagni di viaggio: Sergio, Silvana e la mia dolce metà Lina.
31 gennaio Mille Splendidi SoliMille Splendidi Soli Lo scrittore di origine afgana Khaled Hosseini che ha affascinato e commosso i suoi lettori con Il cacciatore di aquiloni non mi delude nemmeno con il suo secondo romanzo Mille splendidi soli. A quindici anni, Mariam non è mai uscita dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, vicino ad Herat, ed osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe poter raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda, e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sua madre le dice che sarebbe inutile, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila invece è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Avviene però che le loro vite si intreccino trovandosi a vivere sotto lo stesso tetto, mogli dello stesso perfido uomo a condividere un destino tragico. Infatti nonostante l’avvicendarsi dei regimi politici, invasione russa, sistema talebano e forze Onu, la condizione della donna in Afghanistan non è mai cambiata. Spirito di sopportazione e sacrificio, violenza e dolore, umiliazione profonda e sottomissione: sono questi i sentimenti e le situazioni a cui una donna afgana è abituata. Se Il cacciatore di aquiloni era focalizzato sul rapporto tra padri e figli e sull'amicizia maschile, Mille splendidi soli esplora i misteri del rapporto madre-figlia, dell'amicizia tra donne e della condizione femminile in generale. Per concludere? L’ho letto tutto d’un fiato, per quanto non amo particolarmente le super descrizioni di ambienti od emozioni, ma sono orientato più verso l’azione, mi sento di dire che vale la pena di leggerlo. |
Modi di dire antichi e pur sempre attuali
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